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macchine precipitose

RACCONTI DI PALLACANESTRO

1966 - 2015 I primi cinquant’anni

di Maurizio Cristini

 

160 pagine - formato 17x24 cm

Prezzo: euro 18,00

ISBN 9788832172218

 

 PREFAZIONE

Non c’è un motivo particolare che mi abbia spinto a scrivere “Racconti di pallacanestro”, tuttavia ritengo che oltre cinquant’anni della vita passati sui campi di pallacanestro non possono essere liquidati soltanto come ricordi conservati nel tuo “io” e magari “tirati fuori” solo in occasione di qualche incontro conviviale. Volevo in un certo senso “fissarli”.Per timore di perderli? Anche. “Racconti di pallacanestro” non aspira a parlare di schemi e tattiche, anche se nella parte finale “devo” dire come la penso da Coach.Racconto alcuni momenti vissuti sul parquet, prima da giocatore, poi da allenatore e cerco di farlo in maniera semplice e diretta.

Il viaggio parte dai luoghi di gioco all’aperto da bambino, racconta dell’incontro con il “nostro” gioco, della giovinezza tra pallacanestro e passioni idealiste, della maturità trascorsa quotidianamente ad insegnare i nostri “fondamentali” a due generazioni, trasudando sempre passione e impegno al miglioramento. Mi sono avvicinato alla pallacanestro a dodici anni, all’epoca le attività sportive, ad eccezione del calcio, non erano molto strutturate e la loro programmazione era tutt’al più incentrata sul periodo scolastico. I campionati giovanili non erano molti e già a quindici anni eri nel giro della prima squadra. Il turn over nella prima squadra era continuo; solo pochi di quelli che frequentavano l’università continuavano a giocare. Dopo la maturità classica ho cominciato anche le prime esperienze da allenatore, ma era più per dare una mano alla società che per vocazione. La scintilla scocca qualche anno dopo, nel mezzo dell’attività agonistica che mi vedeva militare nella formazione del Basket Club Fratta Umbertide in serie C; due stagioni intense dal 1977 al 1979 in cui culminò la mia carriera di atleta e si strutturò quella di allenatore, che mi accompagnerà, praticamente, per sempre, in tutte le tappe fondamentali della vita: il lavoro, il matrimonio, la nascita e la crescita dei figli, e anche ora quando sono prossimo alla pensione.Scrivere “Racconti di pallacanestro” è stato per certi versi un viaggio autobiografico che ha fatto riemergere ricordi, rivivendoli intensamente: persone, fatti, momenti, scelte di vita (giuste e sbagliate), emozioni, ansie, delusioni, gioie, dolori, suoni, odori e il libro racconta, in successione cronologica, questo cammino. I “Racconti” abbracciano un arco temporale di mezzo secolo, dalla seconda metà degli anni ’60 fino alla prima metà del decennio 2010 – 2020. Alcuni, in particolare quelli riguardanti gli anni ’70, sono stati scritti nel corso degli anni ed aspettavano una definitiva ed organica collocazione; la maggioranza sono inediti. In tempi di corona-virus, pur nel dramma che ci attanaglia, siamo tornati un po’ “padroni” del nostro tempo e allora, anche solo per puro capriccio, ho provato a conteggiare quante persone abbia potuto incontrare e frequentare durante il cammino: compagni di squadra, atleti giovani e maturi, dirigenti. Circa sessanta compagni di squadra, dai campionati giovanili alla prima squadra; oltre quattrocento atleti e atlete allenati; un numero imprecisato di dirigenti, ma non meno di cento, complessivamente oltre cinquecento persone, che ho incontrato, con cui ho interagito, parlato, costruito e condiviso progetti, sconfitte, vittorie.Senza la pallacanestro sarei riuscito ad “agganciare” un numero così elevato di persone? Ne dubito. Di contro ho tolto qualcosa ai miei affetti; alla mia famiglia, a mia moglie Paola e ai miei figli Camillo e Filippo, privandoli di alcuni momenti che non torneranno. Ringraziarli è poca cosa, anche perchè, nonostante tutto, hanno continuato e continuano a non farmi mai mancare il loro appassionato “tifo”.Come compagni di viaggio ho avuto persone eccezionali, con le quali è stato facile relazionarmi e costruire, poi, un solido rapporto di stima ed amicizia. Mi sono soffermato su alcuni di loro, conscio però di non riuscire a descriverne l’effettivo spessore umano; hanno dato molto alla pallacanestro e anche a me. Ho incontrato anche persone con cui è stato difficile rapportarmi, ben conscio che talvolta è anche dipeso da me; tuttavia non me ne rammarico. Nel cammino ho vissuto momenti di “euforia” e di “malinconia”, montagne di russe di emozioni che solo lo sport, quello agonistico, può riservarti; momenti che di solito appartengono solo ai personaggi dei nostri film, un autentico privilegio averli vissuti.Non mi sono chiesto quante partite vinte e quante perse, perché molte di quelle vinte le avrei potute anche perdere e molte di quelle perse le avrei potute anche vincere.Ho vinto e perso gare e campionati in ugual misura, quindi, non posso definirmi un “vincente”. Ho cercato di preparare al meglio gli atleti, aiutandoli, quasi con metodo socratico, a “tirare fuori il massimo” per “provare sempre a vincere”; questo sì, penso di averlo stampato come “marchio di fabbrica”. “Racconti di pallacanestro” esprime gratitudine ed affetto a tutti loro, adulti e giovani, ma soprattutto adulti; attraverso loro ho provato a realizzare la mia idea di sport “dilettantistico” ed in particolare di pallacanestro; non so se sempre ci sono riuscito. Sono convinto, invece, di essere riuscito ad avere da loro disponibilità, impegno ed abnegazione massimali, allenandoli a dare sempre il massimo possibile. Credo ne abbiano avuto giovamento, se non nella pallacanestro, spero almeno nella vita.Insieme abbiamo vissuto emozioni autentiche e non replicabili, insieme abbiamo provato a migliorare-rci per vincere, nel rispetto dei valori della lealtà e della collaborazione.Nell’estate del 2017 ho dovuto interrompere la mia attività di allenatore, l’ho fatto per stare vicino a chi mi aveva permesso di intraprendere questo viaggio e, per questo, non me ne dolgo più di tanto. Spero di riprenderlo, è un cammino senza età.Mi scuso per le inesattezze e le dimenticanze che saranno sicuramente presenti, avrò modo di farmi perdonare con il seguito di “Racconti di Pallacanestro”. Sempre “Occhivispi”!

 

L'AUTORE

Maurizio Cristini è nato e residente a Città di Castello. Ha conosciuto il basket all’età di 12 anni; ha giocato fino a 26 anni militando nelle squadre del Basket Città di Castello, nei Campionati Regionali ed in quelle del Basket Club Fratta Umbertide nella serie C Nazionale. Nel 1972 ha iniziato l’attività di allenatore, che ha proseguito ininterrottamente fino al 2017. Ha allenato squadre giovanili e prime squadre fino alla serie C Nazionale. Per oltre 35 anni ha allenato a Città di Castello le varie formazioni giovanili e senior del Basket Città di Castello e del Città di Castello Basket. Nelle stagioni dal 1987 al 1989 ha allenato a Umbertide (PG), il Basket Club Fratta Umbertide, giovanili e serie C maschile. Nelle stagioni dal 1990 al 1993 ha allenato a Gubbio (PG) la serie D e la Promozione maschile del Basket Gubbio. Nelle stagioni dal 1993 al 1996 ha allenato a Ponte San Giovanni (PG) la serie D e la C2 maschile dell’A.S. Basket Pontevecchio.

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