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macchine precipitoseQuando Chieti sfidava il vento

Circuiti, cronoscalate, rally e slalom a Francavilla, Ortona e Vasto

di Francesco Santuccione - Paolo Smoglica - Paolo Martocchia

 

260 pagine - formato 17x23 cm

Prezzo: euro 22,00

 

 


All’indomani della fondazione del sodalizio provinciale dell’Automobile Club Chieti, nel 1927, avviene con una corsa in salita, il 14 maggio 1931, il primo approccio di Chieti con lo sport automobilistico. Un successo di pubblico e di critica che porterà gli organizzatori a realizzare, l’anno successivo, la seconda edizione con una prova in Circuito. Dopo gli orrori della guerra, Chieti torna a sfidare il vento il 5 settembre 1951, quando si corre l’eliminatoria regionale del 5° Volante d’Argento; sulla scia di questi successi, a partire dal 31 agosto 1952 scatta il Gran Criterium Vetturette, manifestazione aperta alle biposto Sport di 750cc e alle monoposto di Categoria Corsa Formula 3, cilindrata fino a 750cc.

Il bis di vittorie di Eric Brandon nelle ultime due edizioni, viene accompagnato da oltre ventimila tifosi. Filiazione diretta del Gran Criterium Vetturette è, dal 7 settembre 1958, la cronoscalata Coppa Città di Chieti. Saranno ben nove le edizioni di questa manifestazione che ha fatto assurgere Chieti agli onori delle cronache dell’automobilismo sportivo nazionale ed internazionale, e con la partecipazione di piloti di grandissimo livello, tra cui l’indimenticato Ignazio Giunti. A partire dagli anni ’80, anche Francavilla, Ortona e Vasto contribuiranno fattivamente alla crescita di questo sport attraverso le varie competizioni della Regolarità. Quella della velocità a Chieti è una storia avvincente, non solo sportiva ma anche dal forte impatto sociale, da tramandare ai posteri di questo Abruzzo «forte e gentile», perché dalla memoria storica si può costruire un futuro migliore, proprio come «Quando Chieti sfidava il vento».

 

GLI AUTORI

Francesco Santuccione, decano dei giornalisti abruzzesi nel settore automobilistico. Francesco Santuccione, decano dei giornalisti abruzzesi nel settore automobilistico. È stato commissario di percorso al Gran premio Pescara nel 1957, ha gestito la Scuderia Sagittario, non rinunciando a qualche prova in salita. Ha scritto la storia della Coppa Acerbo sul settimanale Autosprint diretto dall’amico Marcello Sabbatini. Ha seguito per numerose testate giornalistiche i maggiori avvenimenti motoristici negli anni ’50 e ’60.Ha lavorato nella redazione teramana del quotidiano Le Notizie; ha collaborato con il quotidiano Il Centro; ha scritto insieme a Paolo Smoglica, per l’editore Carsa, Le svolte di popoli 40 anni di corse in salita, nel 2002. Sempre insieme a Smoglica ha scritto, per Geco, Il circuito di Pescara 1924-1939. Nel 2006 per la Provincia di Chieti ha collaborato alla realizzazione della mostra e del catalogo W Fangio.Ha scritto "Macchine Precipitose. Velocità in Abruzzo da Ferrari a Trulli nel mito dell'eterna corsa in avanti" (Hatria, 2019).

Paolo Smoglica, giornalista professionista dal 1994. Dal 1980 al 1992 è segretario della sezione cinema del Premio Flaiano. Nel 2002 per Carsa, insieme a Francesco Santuccione, realizza il volume Le Svolte di Popoli. Nel 2003, ancora con Santuccione, realizza per l’editore Geco, Il circuito di Pescara 1924-1939. Nel 2004 due capitoli sul volume L’Abruzzo del Novecento, edito da Ediars, su cinema e sport. Nel 2006 per la Provincia di Chieti ha collaborato alla realizzazione della mostra e del catalogo W Fangio. Nel 2007, sempre per conto della Provincia di Chieti, collabora alla realizzazione del catalogo da Rocco Marchegiano a Rocky Marciano. Nel 2013 ha scritto Le ali della creatività, l’avventura imprenditoriale della famiglia Pomilio dal 1917 a oggi. Nel 2016, con Luigi Mastrangelo e Paolo Martocchia ha scritto per Epigrafia editrice Il pallone e il Delfino, storia sociale del calcio a Pescara. Nel 2018 per Typimedia ha realizzato La storia di Pescara.Ha scritto "Macchine Precipitose. Velocità in Abruzzo da Ferrari a Trulli nel mito dell'eterna corsa in avanti" (Hatria, 2019) e "Bruno Nobili. L'essenza del dribbling" (Hatria, 2019).

Paolo Martocchia, giornalista professionista, saggista ed operatore culturale. È corrispondente di «Avvenire» e del «Messaggero Abruzzo».È co-autore insieme a Paolo Smoglica, Francesco Santuccione e Giorgio D’Orazio del libro “Macchine precipitose” (Hatria Edizioni, 2019).Ha curato la ristampa di “Filippo Corridoni, Sindacalismo e Repubblica” (Idrovolante), è stato coautore del volume “Il pallone e il Delfino. Storia sociale tra D’Annunzio e Flaiano per gli 80 anni della Pescara calcio”, ed ha prodotto due monografie sulla città di Silvi.Antesignano della categoria Freelance, ha collaborato con: Il Sole 24 Ore, Libero, Repubblica, Gazzetta dello Sport, Il Mattino, L’Unità e con altre testate regionali, tra cui La Gazzetta di Parma, la prima testata editoriale italiana.È stato docente di Storia di giornalismo presso la Scuola di Eccellenza “G. Acquaviva” dell’Istituto A. Zoli di Atri.Ha scritto "Macchine Precipitose. Velocità in Abruzzo da Ferrari a Trulli nel mito dell'eterna corsa in avanti" (Hatria, 2019) e "Bruno Nobili. L'essenza del dribbling" (Hatria, 2019).

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