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noi bambini vince melchiorreNoi, i Bambini di Capo d’Atri

di Vincenzo Melchiorre Ricci

 

 

168 pagine in carta patinata

Formato cm. 13x20

Il ibro può essere richiesto direttamente all'autore: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

  Un affresco indelebile dell’infanzia a capo d’Atri

Leggendo le meravigliose commoventi pagine di Vincenzo Melchiorre Ricci mi viene in mente “Firenze bottegaia” di Riccardo Marasco, l’ultimo menestrello fiorentino. Marasco come Vincenzo, descrive i luoghi della fanciullezza, poi divorati dalla globalizzazione e dal nuovo mondo. Nei brani di Riccardo e sulle pagine di Vincenzo, scorgiamo in controluce, la presenza di nonni, genitori, parenti, amici e compaesani passati all’altra riva. Vincenzo Melchiorre Ricci appartiene a tutto tondo alla mia geografia della salvezza. Pittore e musicista, autentico atriano, la vena letteraria questa volta s’imbatte nel quarto Capo d’Atri, uno dei quattro rioni storici di Atri, come quattro erano i rioni di Firenze.

I nessi con la città di Dante sono diversi, e quello più tangibile, la presenza di tanta arte, racchiusa non solo nelle undici chiese intramurali. Capo d’Atri era un quartiere molto popolato. E lo era anche durante la mia fanciullezza, quando giocavamo con i figli di Vincenzo, Gian Maria e Alessio, oggi apprezzati e affermati musicisti, sul sentiero della famiglia. L’affresco narrativo di Vincenzo non è la solita, e nello stesso tempo interessante, carrellata di tradizioni popolari, calendariali e biologiche, ma un viaggio nella vita quotidiana, più ordinaria e più monotona, ma nello stesso tempo più profonda e più autentica. Parafrasando Eugenio Finardi si potrebbe dire che la gente e la vita, a Capo d’Atri, erano rispettivamente, più sincera e più vera.

Fra SANTINO VERNA

 

Capo D’Atri: il mio Quartiere, culla di sogni e speranze, crogiuolo di profumi e sapori d’altri tempi, scrigno traboccante di ricordi indelebili.
Sono nato e cresciuto lì, e un pezzo della mia anima è visceralmente legato a quel luogo, dove tuttora vivo.
Da bambino ho respirato a pieni polmoni la straordinarietà di Capo d’Atri, meraviglioso microcosmo intriso di storia, arte e cultura. Nel mio bagaglio esistenziale custodisco tuttora attimi e scene di un realtà semplice e povera di ricchezze, ma di rara preziosità.
Con il mio racconto, invito voi tutti a immergervi in quelle atmosfere, così cariche di umanità e autenticità, che hanno contribuito a farmi diventare la persona che sono oggi e che mi hanno insegnato ad avere il Coraggio di Sognare.

Vince 

 

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